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COMUNICATO GIORNATA DEI GIUSTI 2025

Molti i presenti alla cerimonia che si è tenuta domenica 9 marzo, alle 11:30 presso il Giardino dei Giusti di Coldirodi, in onore del giudice Livatino

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COMUNICATO GIORNATA DEI GIUSTI 2025

Molti i presenti alla cerimonia che si è tenuta domenica 9 marzo, alle 11:30 presso il Giardino dei Giusti di Coldirodi, in onore del giudice siciliano Rosario Angelo Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990.

Hanno presenziato l’Assessore alla Cultura Enza Dedali, l’Assessore Massimo Donzella e la Consigliera Silvana Ormea, il Capitano Sartori e il Brigadiere Ferreri dei Carabinieri Forestali Nucleo Cites di Imperia, il Comandante La Sacra, Maresciallo capo dei Carabinieri di Ospedaletti. 

Presenti la Famija Culantina e Libera Imperia con la prof.ssa Maura Orengo. 

Ad animare la cerimonia gli studenti e le studentesse dell’IIS Colombo accompagnati da alcuni docenti.

Sono stati loro i veri protagonisti della mattina: hanno preparato disegni, cartelloni, la locandina stessa dell’evento (curata da alcuni alunni della 2LSA Colombo) e letto i testi che hanno portato il pubblico ad approfondire la conoscenza della Giornata dei Giusti, dei Giardini a loro dedicati e della figura di Rosario Angelo Livatino.Lavoro che è stato svolto all’interno di un progetto significativo di educazione civica. 

A rendere ancora più coinvolgente l’evento sono state le note del Prof. Salvatore Burgio, che con il suo violino ha aperto e chiuso la cerimonia, e l’intervento dell’attore Enrico Cenderelli, che ha interpretato un brano della testimonianza di Piero Nava, testimone oculare dell’omicidio del Giudice.

Dopo la benedizione la talea di ficus consegnata dal Capitano Sartori alla scuola giovedì 6 marzo, Giornata europea dei Giusti, è stata messa a dimora nella terra ed è stata scoperta la targa dedicata al Giudice Livatino dal Comune di Sanremo. La targa per l’albero è stata realizzata dal prof. Giuseppe Murzio dell’IIS Colombo.

La cerimonia si è conclusa con la poesia di Carlo Betocchi, “Ciò che occorre è un uomo”, che con parole semplici, ma profonde, descrive chi sono i “Giusti”:

Ciò che occorre è un uomo

non occorre la saggezza,

ciò che occorre è un uomo

in spirito e verità;

non un paese, non le cose

ciò che occorre è un uomo

un passo sicuro e tanto salda

la mano che porge, che tutti

possano afferrarla, e camminare

liberi e salvarsi.